Vai al contenuto

Risarcimento danni per contagio da sangue infetto: ancora una condanna per il Ministero della Salute al pagamento di oltre euro 850.000,00.

Ancora un grande risultato per l’Avvocata Rao e lo Studio Lana Lagostena Bassi che ha il piacere di segnalare l’ennesima sentenza positiva ottenuta in materia di sangue infetto.

La decisione del Tribunale di Roma del 12 marzo 2020 ha accolta la richiesta di risarcimento danni di una vedova e delle sue figlie che hanno perso il loro caro a seguito del contagio del virus da HCV per somministrazione di emoderivati infetti.

Il provvedimento chiarisce che: “La sentenza di condanna generica postula, quale presupposto necessario e sufficiente a legittimarne l’adozione, solo l’accertamento di un fatto ritenuto, alla stregua di un giudizio di probabilità, potenzialmente produttivo di danni, mentre il riscontro dell’esistenza, in concreto, di questi ultimi, benché già ivi possibile, può anche essere differito alla fase della loro effettiva liquidazione, ed in tal caso, se una siffatta pronuncia non sia stata impugnata, il giudicato formatosi non investe la sussistenza dei danni stessi e del loro rapporto di causalità con il fatto illecito, né preclude la successiva dichiarazione di infondatezza della pretesa risarcitoria, ove si verifichi che i pregiudizi lamentati non si siano prodotti o non siano riconducibili al comportamento del responsabile”.

La dott.ssa Imposimato rigetta anche l’eccezione preliminare, sollevata dal Ministero, volta a contestare la sussistenza di un rapporto di parentela tra le attrici e il defunto. Ma “il rapporto di parentela – precisa la magistrata – si desume dalla dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio depositato dalle istanti, che l’Avvocatura dello Stato non ha fatto oggetto di alcuna specifica né puntuale contestazione”.

Il Tribunale infine conferma che la responsabilità del Ministero della Salute per i danni da trasfusione di sangue infetto in caso di decesso del danneggiato in conseguenza del contagio dà luogo ad un credito risarcitorio soggetto a prescrizione decennale ove sia fatto valere dai congiunti della vittima per conseguire il ristoro del danno subito “iure proprio” a seguito del decesso del soggetto emotrasfuso, trattandosi di pretesa che deriva da omicidio colposo, reato a prescrizione decennale.

La dott.ssa Imposimato ha, infine, riconosciuto l’importo risarcitorio di circa euro 850.000,00 alle eredi per il pregiudizio da perdita o lesione del rapporto parentale che rappresenta una particolare ipotesi di danno non patrimoniale, derivante dalla lesione del diritto all’intangibilità della sfera degli affetti e all’inviolabilità della libera e piena esplicazione delle attività realizzatrici della persona umana nell’ambito della peculiare formazione sociale costituita dalla famiglia, la cui tutela è ricollegabile agli artt. 2, 29 e 30 Cost.

Ti consigliamo anche il post RISARCIMENTO DANNI PER CONTAGIO DA SANGUE INFETTO: la morte di un uomo non è una mera questione statistica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *